In vigore, con il regolamento ancora da approvare. L’obbligo esiste dal 3 ottobre. Mancano il regolamento che stabilirà com’è fatto il certificato e chi lo firma, e il regime di sanzioni proprio della legge. Nel frattempo vale il modello base dell’Agència. Quando uscirà il regolamento, aggiorneremo questa guida.

Cosa manca e per quando

Il Govern, il governo catalano, ha un anno dall’approvazione della legge, il 2 luglio 2026, per approvare il regolamento (disposizione finale prima). Fino ad allora, il certificato deve attestare almeno tre cose: se c’è amianto visibile, in che stato è e che rischio comporta (art. 21.3).

In questa guida
  1. Perché l’amianto
  2. Cosa chiede la legge
  3. Quali case riguarda
  4. Cosa tocca a te e cosa al gestore
  5. Chi lo firma e cosa certifica
  6. Quando consegnarlo e quanto dura
  7. Se si trova amianto
  8. Se non ce l’hai
  9. Cosa non è ancora chiaro
  10. Cosa fare adesso
  11. Domande frequenti
  12. Fonti

Perché l’amianto è un problema e perché questa legge

L’amianto è un minerale che si divide in fibre minuscole, e quelle fibre, se finiscono nell’aria, si respirano. Per decenni è stato usato nell’edilizia, soprattutto nel fibrocemento di coperture, pluviali e condotte. La legge stessa elenca ciò che può causare, tra cui cancro ai polmoni, mesotelioma e asbestosi (art. 2.f).

Avere amianto in casa non significa per forza respirarlo. Secondo l’Istituto nazionale spagnolo per la sicurezza e la salute sul lavoro (INSST), nella maggior parte dei casi il materiale deve essere manipolato perché rilasci fibre, soprattutto se è compatto, come il fibrocemento. Con l’usura, però, può rilasciarle senza che nessuno lo tocchi: per l’INSST, è il momento in cui ha raggiunto la fine della sua vita utile.

In Spagna è stato vietato nel 2001, con effetto da giugno 2002, ma quello già installato è potuto restare fino alla fine della sua vita utile. Secondo la legge, in Catalogna restano milioni di tonnellate di fibrocemento, e buona parte è stata posata tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta: quella fine si sta avvicinando. Per questo la Legge 8/2026 vuole individuarlo e rimuoverlo un po’ alla volta, guardando all’obiettivo europeo di eliminarlo del tutto entro la fine del 2032.

Il certificato è la parte che tocca a te quando affitti: chi entra nell’appartamento deve sapere se c’è amianto visibile e in che stato è.


Cosa chiede la legge sull’amianto quando affitti

La Legge 8/2026, del 2 luglio, sull’eliminazione dell’amianto è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Generalitat de Catalunya (DOGC) il 3 luglio ed è entrata in vigore il 3 ottobre 2026. Vuole individuare e rimuovere l’amianto che resta negli edifici della Catalogna. A chi affitta interessa l’articolo 21:

«1. Il certificato di presenza o assenza di amianto è il documento specifico che informa sulla presenza o assenza di amianto in un immobile al momento del suo rilascio. Questo certificato adempie l’obbligo di informazione stabilito dalla presente legge.

2. Il certificato di presenza o assenza di amianto deve essere consegnato quando si vende o si affitta un immobile, fatta salva la verifica dei dati presenti nel Censimento catalano dei materiali che contengono amianto.»

Art. 21 della Legge 8/2026 sull’eliminazione dell’amianto, traduzione non ufficiale

La legge lo presenta come un diritto di chi compra o prende in affitto (art. 5.d): sapere se c’è amianto visibile, in che stato è e che rischio comporta. Il certificato in sé non obbliga a fare lavori. Cosa succede se si trova amianto lo vediamo più avanti.


Quali case e quali affitti riguarda: la data del 2002

La legge parla di qualsiasi vendita o affitto. L’Agència de Residus de Catalunya (ARC), l’agenzia catalana dei rifiuti che la applica, ne ha precisato la portata nel suo modello di certificato e nelle sue domande frequenti, aggiornate il 16 ottobre:

La tua casaCertificato
In Catalogna, in un edificio costruito prima del 2002, per affitto turistico.Sì
La stessa casa, per affitto stagionale o di lunga durata.Sì
Costruita prima del 2002 e ristrutturata del tutto. La ristrutturazione non cambia la data dell’edificio.Sì
Costruita prima del 2002 e con l’amianto già rimosso. I documenti della rimozione servono al tecnico.Sì
Un ex locale commerciale trasformato in abitazione. Conta l’anno dell’edificio, non quello del cambio di destinazione.Sì
Costruita nel 2002 o dopo.No
A Madrid o in un’altra regione. È una legge catalana.No

Il limite del 2002 non è nella legge: lo fissa l’ARC perché quell’anno in Spagna è stata vietata la vendita di materiali con amianto. L’ordine ministeriale che l’ha vietata è entrato in vigore il 14 giugno 2002. L’anno di costruzione è nell’atto di proprietà e nella Sede Electrónica del Catastro, il catasto spagnolo, cercando l’immobile per indirizzo o riferimento catastale.

E gli appartamenti turistici, con soggiorni di poche notti? L’ARC risponde così:

«Sì. L’articolo 21.2 della Legge 8/2026 stabilisce che il certificato di presenza o assenza di amianto deve essere consegnato quando si vende o si affitta un immobile, senza prevedere un’esclusione specifica per le abitazioni a uso turistico né in base alla durata della locazione.»

Agència de Residus de Catalunya, domande frequenti, n. 41, traduzione non ufficiale dal catalano

Lo stesso vale per gli appartamenti turistici (AT) e per l’affitto stagionale, e anche per l’affitto di abitazione principale: in tutti i casi si affitta un immobile, che è ciò che chiede la legge.


Cosa tocca a te e cosa al gestore

L’obbligo è del proprietario. Secondo l’ARC, è il proprietario che deve garantire ciò che la legge chiede alla proprietà. Se l’appartamento è affidato a una società di gestione, conta quello che fa in ciascun caso, e l’articolo 12 le assegna compiti precisi.

Proprietario

Lo richiede e lo consegna

Richiede il certificato, lo paga e lo consegna a chi prende in affitto. Se si trova amianto, prende le misure necessarie (art. 11).

Gestore

Aiuta e controlla

Ti aiuta a ottenerlo e si assicura che venga consegnato. Ti avvisa se sa che c’è amianto e ti informa sui contributi che verranno pubblicati (art. 12).

Tecnico

Visita e firma

Va nell’appartamento, controlla ciò che è visibile e accessibile, e firma il certificato.

Se il tuo appartamento lo gestiamo noi, possiamo coordinare il certificato per te (ti spieghiamo come alla fine). Il costo e l’obbligo restano del proprietario.


Chi firma il certificato amianto e cosa certifica

Finché non c’è il regolamento, possono firmarlo architetti, architetti tecnici, ingegneri e ingegneri tecnici, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze (le professioni della Ley 38/1999 de Ordenación de la Edificación, la legge spagnola sull’edilizia). Un tecnico della sicurezza sul lavoro non può, anche se è specializzato in amianto. E nemmeno tu, come proprietario.

Il tecnico deve andare di persona nell’appartamento. Controlla gli spazi e gli elementi che può raggiungere e annota ciò che vede. Non preleva campioni e non manda nulla in laboratorio. Il modello base dell’ARC sta in una pagina e riporta:

  • i dati dell’appartamento: indirizzo, riferimento catastale e anno di costruzione o di ristrutturazione;
  • chi fa l’ispezione e in che data;
  • il risultato: se si vedono o no elementi che possono contenere amianto e, se ci sono, se sono in buono stato o in cattivo stato, deteriorati e con distacchi;
  • un’avvertenza: copre solo ciò che è stato ispezionato ed è visibile, e non esclude materiali nascosti.

Un certificato senza amianto visibile non garantisce che non ce ne sia dietro un controsoffitto o dentro un muro. Se poi viene fuori, questo da solo non rende sbagliato il certificato. Il rischio maggiore sta nei materiali in cattivo stato o manipolati senza attenzione, come il fibrocemento che lo stesso modello porta come esempio.

Solo la tua casa, non l’edificio. Se affitti un’abitazione, il certificato riguarda quella e non deve coprire le parti comuni, come la copertura, la facciata o i pluviali. Un’ispezione tecnica dell’edificio (ITE) con dati sull’amianto non lo sostituisce, e nemmeno le informazioni del Censimento catalano dei materiali con amianto.


Quando consegnarlo e quanto dura

Devi averlo prima di concludere il contratto. Oggi non serve indicarlo nell’annuncio di Airbnb o di Booking. In una prenotazione turistica il contratto si conclude al momento della prenotazione, quindi il certificato deve essere pronto prima.

Il testo della legge è più ampio dell’attuale criterio dell’ARC. L’articolo 10.h, tra gli obblighi di chi lavora con l’amianto, chiede di informare della sua presenza o assenza «in qualsiasi offerta, promozione o pubblicità per la vendita o l’affitto di abitazioni». Per ora l’ARC non lo richiede negli annunci. Se il regolamento cambierà le cose, lo diremo qui.

Validità

Uno per tutte le prenotazioni

Oggi non scade. Vale per gli affitti successivi, se nell’appartamento non ci sono cambiamenti rilevanti.

Cambiamenti

Uno nuovo se l’appartamento cambia

Se rimuovi l’amianto indicato nel certificato, l’affitto successivo richiede un nuovo certificato. Lo stesso vale, logicamente, dopo una ristrutturazione che tocchi ciò che è stato certificato.

Più appartamenti

Un solo documento

Può coprire più abitazioni se ciascuna è identificata e ispezionata, con il suo risultato indicato a parte.


Se il certificato trova amianto

Puoi continuare ad affittare. L’ARC lo dice chiaramente: che il certificato rilevi elementi che possono contenere amianto visibile «non impedisce, in nessun caso, la compravendita o la locazione dell’immobile». Il certificato informa.

Questo non vuol dire che non si debba fare nulla. Una volta individuato l’amianto, la legge chiede ai proprietari di non manipolarlo e di prendere le misure necessarie per rimuoverlo (art. 11, lettere a e d). La rimozione possono farla solo imprese e professionisti abilitati (art. 31). Le scadenze non le fissa questa legge, ma le amministrazioni competenti (disposizione aggiuntiva quarta).

  • In buono stato: non toccarlo, non forare né carteggiare lì vicino, e chiedi a un’impresa abilitata cosa fare e quando.
  • In cattivo stato, con distacchi: non rimandare. È il momento in cui è più facile che rilasci fibre.
  • Il Censimento catalano: comunicargli l’amianto non è ancora obbligatorio; i canali arriveranno con il regolamento.
  • I contributi: la legge crea un fondo per l’eliminazione dell’amianto e prevede contributi per rimuoverlo (artt. 23 e 26). Quando usciranno i bandi, li comunicheremo ai nostri proprietari.

Se non ce l’hai: sanzioni e prenotazioni

Non consegnare il certificato quando è dovuto è un’infrazione lieve (art. 53.c). La legge la punisce con una multa da 100 a 3.000 € (art. 54.1.a), ma quel capitolo delle sanzioni non è ancora in vigore: entra quando il Govern approverà il decreto che lo attua. Fino ad allora si applicano le sanzioni generali in materia ambientale (disposizione finale settima).

E la prenotazione? La legge non dice cosa succede a un contratto concluso senza certificato. Non lo annulla, ma non consegnarlo può avere conseguenze. La cosa prudente è averlo il prima possibile.

Anche il gestore risponde della sua parte: non informare proprietari e inquilini sull’amianto degli immobili che gestisce è un’altra infrazione lieve (art. 53.b).


Cosa non è ancora chiaro

  • Il regolamento. Deve stabilire com’è fatto il certificato e chi lo firma, entro luglio 2027. Non si sa se i certificati di adesso andranno rifatti.
  • Le sanzioni proprie della legge. Arriveranno con il decreto che le attua.
  • Gli annunci. La legge parla di informare nella pubblicità (art. 10.h). Oggi l’ARC non lo chiede.
  • Le prenotazioni fatte prima del 3 ottobre per soggiorni successivi. Nessuno l’ha chiarito.
  • Le domande frequenti non sono una norma. Sono il criterio dell’ARC. Che l’obbligo riguardi anche un soggiorno turistico lo dice l’ARC; la legge dice solo «affitti». Poiché è l’ente che la applica, è il criterio che seguiamo.

Cosa fare adesso, passo dopo passo

  1. Controlla l’anno dell’edificio Nell’atto di proprietà o nel Catasto. Se è del 2002 o successivo, il certificato non ti serve.
  2. Raccogli quello che hai Lavori di rimozione dell’amianto, un’ITE o un certificato precedente. Non sostituiscono il certificato, ma servono al tecnico.
  3. Richiedilo A un architetto, architetto tecnico o ingegnere. Chiedi un preventivo che includa la visita e il rilascio. Se hai più appartamenti, chiedi se un solo certificato può coprirli tutti.
  4. Prepara la visita Il tecnico deve poter raggiungere tutto l’appartamento. Ciò che non vede resta fuori dal certificato.
  5. Conservalo e consegnalo A chi prende in affitto, prima di concludere il contratto.
  6. Se si trova amianto Non toccarlo. Se è in cattivo stato, chiedi a un’impresa abilitata di valutarlo il prima possibile.

Domande frequenti

È obbligatorio anche se affitto solo per pochi giorni?

Sì, se l’appartamento è anteriore al 2002. L’ARC dice che la legge non esclude le abitazioni a uso turistico e non distingue in base alla durata dell’affitto.

Riguarda le abitazioni a uso turistico (HUT) o solo gli appartamenti turistici (AT)?

Entrambi. E anche l’affitto stagionale e quello di abitazione principale.

C’è una scadenza per farlo?

Non c’è un periodo di adeguamento. L’obbligo è in vigore dal 3 ottobre 2026 e vale per ogni contratto concluso da allora. La cosa prudente è averlo il prima possibile.

È una pratica semplice o dovrò fare lavori?

Per il certificato non servono lavori: è una visita del tecnico e un documento. Se si trova amianto, a seconda del suo stato bisognerà pianificare la rimozione con un’impresa abilitata, e se è in cattivo stato, il prima possibile.

Mi serve un certificato per ogni prenotazione?

No. Uno vale per tutte (quanto dura).

Il mio appartamento è ristrutturato e sembra nuovo. Sono esente?

No. Conta l’anno di costruzione dell’edificio, non quello della ristrutturazione.

Posso firmarlo io?

No. Deve firmarlo un architetto, architetto tecnico, ingegnere o ingegnere tecnico, dopo aver visitato l’appartamento.

Devo indicarlo nell’annuncio di Airbnb o Booking?

Oggi no. Basta averlo prima di concludere il contratto. La legge parla di informare nella pubblicità (art. 10.h), quindi potrebbe cambiare con il regolamento.

Quanto costa?

Non c’è un prezzo ufficiale. Chiedi un preventivo con la visita e il rilascio inclusi. Se hai più appartamenti, un certificato unico può convenire.

Posso usare l’ITE dell’edificio al suo posto?

No, anche se parla di amianto. Al tecnico però è utile come informazione.

E l’amianto dell’edificio, sulla copertura o nei pluviali?

Il certificato del tuo appartamento non lo copre. È una questione del condominio, e l’amministratore deve comunicare ai proprietari l’amianto di cui è a conoscenza (art. 12.a).

L’ospite può rinunciare a riceverlo?

L’ARC dice che ottenere il certificato è un diritto e che, come ogni diritto, si può esercitare o vi si può rinunciare. Non usarlo come scorciatoia: la legge fa della consegna la regola.

Riguarda gli appartamenti di Madrid?

No. È una legge catalana e si applica solo agli immobili in Catalogna.


Fonti

  1. Ley 8/2026, de 2 de julio, de la erradicación del amiantoDOGC n. 9699, 3 luglio 2026, e BOE n. 201, 17 agosto 2026. Testo consolidato, in spagnolo. Articoli 5, 10, 11, 12, 21, 23, 26, 31, 53 e 54; disposizione aggiuntiva quarta e disposizioni finali prima e settima.
  2. Agència de Residus de Catalunya: modello base del certificato di presenza o assenza di amianto visibileIn catalano. Criterio degli immobili anteriori al 2002 e professionisti che possono rilasciarlo.
  3. Agència de Residus de Catalunya: domande frequenti sul certificatoIn catalano. Aggiornate il 16 ottobre 2026. Domande da 1 a 3, da 9 a 12, da 14 a 20, da 23 a 25, da 29 a 32, 37 e da 39 a 43.
  4. Agència de Residus de Catalunya: pubblicazione del modello baseIn catalano. 30 settembre 2026.
  5. Orden de 7 de diciembre de 2001, che modifica l’allegato I del Real Decreto 1406/1989BOE n. 299, 14 dicembre 2001, in spagnolo. Divieto dell’amianto dal 14 giugno 2002.
  6. Istituto nazionale spagnolo per la sicurezza e la salute sul lavoro (INSST): domande tecniche frequenti sull’amiantoIn spagnolo. Quando un materiale con amianto rilascia fibre e quando ha raggiunto la fine della sua vita utile.
  7. Ley 38/1999, de 5 de noviembre, de Ordenación de la EdificaciónTesto consolidato, in spagnolo. Le professioni che possono firmare il certificato finché non c’è il regolamento.

Avviso. Questa guida ha solo valore informativo. Si basa sulla Legge 8/2026 consolidata nel BOE e sulle domande frequenti dell’Agència de Residus de Catalunya aggiornate il 16 ottobre 2026. Non è una consulenza legale: se il tuo caso presenta dubbi, verificalo con il tuo avvocato o con un tecnico.